PISTOIASETTE

Enrico Lo Verso in scena al Bolognini con lo spettacolo teatrale "Uno Nessuno Centomila"

“Uno nessuno centomila”, spettacolo basato sul celebre omonimo libro di Luigi Pirandello e interpretato dall’attore Enrico Lo Verso, con regia di Alessandra Pizzi, andrà in scena Giovedì 16 Maggio al Teatro Bolognini di Pistoia, via Del Presto, 5. Sipario ore 21:00. A otto anni dal debutto, dopo oltre 700 repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali, con più di 500mila spettatori, continua con successo la tournée dello spettacolo con cui l'attore siciliano rende omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi portando in scena la sua opera chiave.

Lo spettacolo ha realizzato oltre 600 sold out in Italia e all'Estero, da più di 6 anni in tournée continua a conquistare l’attenzione del pubblico e della critica tra repliche serali e matinée conquistando premi e riconoscimenti, come il “Premio Franco Enriquez” (ed. 2017) e il “Premio Delia Cajelli per il teatro” (ed. 2018). Merito certamente di una riscrittura “minimal” ed essenziale (curata da Alessandra Pizzi, nonché regista dello spettacolo) che è riuscita a “ridare vita” ai personaggi del romanzo in forma nuova ed attuale, tutti inseriti nel racconto delle vicende di un solo uomo, che è poi tutti. Alessandra è riuscita in tal modo a persuadere Enrico Lo Verso, affinché potesse con il linguaggio del teatro a dare corpo e voce a tutta la vicenda. Enrico Lo Verso, dopo anni di lontananza dalle scene, ritorna a calcare il palcoscenico con uno spettacolo classico e, nel contempo, estremamente attuale che parla di maschere e di crisi dell’Io, raccontati con la leggerezza e il sarcasmo necessari a conquistare gli spettatori che tornano, e ritornano, a vedere lo spettacolo, estasiati come se fosse la prima volta. Un’operazione teatrale ben riuscita, di facile allestimento e di grande resa, che ha contribuito, forse, anche al recupero e alla conoscenza (specie tra il pubblico più giovane), di uno dei più importanti esponenti teatrali del nostro Paese. Lo spettacolo, come è stato definito dalla critica, è una seduta di psicanalisi, in cui un affascinante, quanto istrionico, Lo Verso attraversa i meandri della conoscenza e restituisce al pubblico risposte, quelle semplici e sostanziali, che fanno parte della nostra quotidianità, ma a cui spesso, presi da sovrastrutture sociali, non sappiamo guardare. In 70 minuti la fisicità dell’attore irrompe sul palco, non dimentica di fare omaggio a quella sicilianità a cui, Pirandello prima, Alessandra Pizzi poi, e Lo Verso dopo, guardano con affetto e con quel giusto umorismo, come lo stesso autore di Girgenti ha insegnato a fare. Uno spettacolo supportato da un’intensa ed efficace campagna di comunicazione che lo ha reso “nazional popolare” trasformando la partecipazione ad un evento teatrale in un rito collettivo in cui è bello esserci, per scoprire, anche grazie al teatro, quello straordinario patrimonio culturale della nostra Italia. Un sentito omaggio a Luigi Pirandello attraverso l’adattamento teatrale, curato da Alessandra Pizzi, del più celebre dei suoi romanzi: la storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio, minimo, insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno: i dubbi di un’esistenza si dipanano intorno a un particolare fisico: le cento maschere della quotidianità lasciano il posto alla ricerca del sé autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca ed accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, nel fondo vi è l’essenza: abbandonare i centomila per cercare l’uno, a volte, può significare fare i conti con il nessuno, ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita.

Enrico Lo Verso torna in teatro dopo dodici anni di assenza vestendo i panni di Vitangelo Moscarda, o di “quel Gengè” che il protagonista del romanzo è per sua moglie Dida, e rende magistralmente omaggio a tutti i personaggi del racconto, ma soprattutto celebra l’universalità del pensiero di Pirandello esaltandola. Lo fa con una mimica e una parlata sensazionali, anima una scena minima ed essenziale che pare affollata dalle domande, dai dubbi, dal continuo, incessante bisogno di trovare risposte, tipico della scrittura di Pirandello. Alessandra Pizzi ha preso un testo, «quello che meglio riesce a sintetizzare il pensiero nel modo più completo» a detta dello stesso autore, <>: il risultato è senza dubbio uno spettacolo di forte impatto, dinamico, una seduta di psicoterapia, come lo ha definito la critica, in cui il pubblico si immerge in una storia che crede di conoscere, ma approda ad un risultato inaspettato. 

Nell’atto unico sale sul palco la forza dirompente dell’Io che cerca lo specchio, non per trovare sicurezze nella proiezione della propria immagine, bensì per “romperlo” e dimostrare al mondo che non c’è nessuna forma oltre la verità. Il Vitangelo Moscarda di Lo Verso è un eroe contemporaneo, l’uomo “senza tempo”. Un’interpretazione naturalistica, immediata, “schietta”, volta a sottolineare l’attualità di un messaggio universale, univoco, perenne: la ricerca della propria essenza dentro la giungla quotidiana delle omologazioni, la voglia di arrivare in fondo ed assaporare la vita, quella autentica, priva di sovrastrutture, oltre le imposizioni sociali dei ruoli e la paura di essere soli, fuori dal grido sociale della massa, per poi approdare al piacere unico, insostituibile ed impagabile della scoperta del proprio “uno”: autentico, vero, necessario.



redazione

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